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Per una Giustizia Riparativa

La giustizia riparativa  è definita come una possibile risposta al reato che coinvolge il reo e - direttamente o indirettamente - la comunità e/o la vittima, nella ricerca di possibili soluzioni agli effetti dell’illecito e nell’impegno fattivo del reo per la riparazione delle sue conseguenze. 

Tra le forme/azioni di giustizia riparativa si evidenzia la mediazione che la Raccomandazione 19 (99) del Consiglio d’Europa definisce come "il procedimento che permette alla vittima e al reo di partecipare attivamente, se vi consentono liberamente, alla soluzione delle difficoltà derivanti dal reato, con l’aiuto di un terzo indipendente (mediatore)".

Nell'ottica della giustizia riparativa il reato viene interpretato non solo come trasgressione di una norma e lesione (o messa in pericolo) di un bene giuridico, ma come un evento che provoca la rottura di aspettative e legami sociali simbolicamente condivisi, che richiede l’adoperarsi del reo per la ricomposizione del conflitto ed il rafforzamento del senso di sicurezza collettivo.

La giustizia riparativa tende a considerare il reato principalmente in termini di danno procurato a terzi. Da ciò ne consegue l'obbligo, in capo all’autore del reato, di porre rimedio alle conseguenze lesive della sua condotta. A tal fine, si prospetta un coinvolgimento attivo della vittima, dell'agente e della stessa comunità civile nella ricerca di soluzioni atte a far fronte all’insieme di bisogni scaturiti a seguito del reato.

La teoria della giustizia riparativa nasce negli anni '80 nel mondo nord-americano. Essa teorizza una nuova concezione di pena, rappresentando un nuovo modello di Giustizia, dove prevale il modello socio-riabilitativo e non quello custodiale. Nella legislazione italiana esistono degli esempi potenziali di Giustizia Riparativa che sono l’istituto dell’affidamento in prova al servizio sociale, laddove si prevede che l’affidato si adoperi a favore della vittima del reato o che presti la sua opera a titolo risarcitorio del danno.

La giustizia riparativa analizza il problema della giustizia penale intorno a quattro elementi fondamentali che sono:

- il considerare il reato in termini non meramente formali (come condotta corrispondente ad una fattispecie astratta descritta da una norma penale), bensì 'esperienziali', ossia come 'lesione' che coinvolge direttamente, e sotto molteplici aspetti (morali, materiali, emotivi, relazionali) singole persone ed una intera comunità;

- il ritenere che al reato corrisponda, in primo luogo, l'obbligo - in capo all'autore - di porre attivamente rimedio alle conseguenze dannose che la sua condotta ha cagionato agli altri e alla società, avendo riguardo in primo luogo ai bisogni della vittima;

- il puntare, nella ricerca di tale soluzione 'riparativa', ad un coinvolgimento attivo della vittima, dell'offensore, dei rispettivi entourages di relazioni, e della comunità civile;

- il ricercare una soluzione che risulti, se possibile, concordata tra tali soggetti.

Come spiega Howard Zehr, uno dei maggiori teorizzatori  della restorative justice, essa si distingue criticamente dal modello tradizionale di pena, che tende a considerare il reato come 'violazione di una norma' e la pena come 'conseguenza giuridica' che sanziona tale condotta. Diversamente dal modello tradizionale la giustizia riparativa propone una sorta di equazione per cui "il crimine è una violazione delle persone e delle relazioni interpersonali; le violazioni creano obblighi; l'obbligo principale è quello di 'rimediare ai torti commessi' ('to put right the wrongs'). 

Per questo, la restorative justice è stata definita come un nuovo 'paradigma' per proporre una riforma organica della giustizia penale. In senso critico, la giustizia riparativa denuncia l’impostazione formalistica del diritto penale moderno e contemporaneo, che si ritiene abbia prodotto un sistema altamente burocratizzato e astratto, nel quale le persone – con le loro esperienze, il vissuto, le esigenze e le relazioni – rimangono del tutto marginali.  Nel modello tradizionale di giustizia, infatti, la vittima del reato, è destinata ad assumere un ruolo del tutto secondario. Nel concetto di giustizia riparativa la vittima del reato diventa il principale destinatario delle attenzioni del sistema-giustizia. In altri termini, la giustizia riparativa non si tradurrebbe esclusivamente in astratti e pre-definiti programmi di 'rieducazione', bensì, in primo luogo, in azioni concrete da parte del reo nei confronti della vittima. La giustizia riparativa, infatti, propone modelli di soluzione della controversia atti a favorire il coinvolgimento di vittima, offensore e comunità civile nella ricerca di una soluzione atta a rispondere in termini adeguati alla lesione cagionata dal reato. L'idea riparativa e partecipativa di giustizia penale avanzata dalla giustizia riparativa, risponde all'esigenza di restituire attenzione alla dimensione personale e sociale che investe il crimine, senza la quale la pena non sarebbe altro che un’afflizione dagli esiti alienanti e non di rado violenti.

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