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Dismissione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari

La misura del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario (OPG) è disposta, secondo quanto stabilito dall’art. 222 del c.p., per un periodo non inferiore a due anni nel caso di proscioglimento per infermità psichica, intossicazione cronica da alcool o da sostanze stupefacenti, salvo che si tratti di contravvenzioni o di reati per i quali la legge stabilisce la pena pecuniaria o la reclusione per un periodo non superiore a due anni, nei quali casi la sentenza di proscioglimento è comunicata all’autorità di pubblica sicurezza.

Il giudice, della cognizione o dell’esecuzione, è obbligato, secondo la giurisprudenza di legittimità e quella costituzionale, a verificare lo stato di salute psichica del soggetto e il perdurare dell’infermità mentale al momento del ricovero. 
La durata minima del ricovero in OPG è di 10 anni se per il fatto la legge prevede la pena dell’ergastolo, di 5 se la pena stabilita è della reclusione per un periodo non inferiore a 10 anni.

Il giudice, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 253 del 18/07/03 può adottare in luogo del ricovero in OPG una misura di sicurezza che ritenga più adeguata. In questa ipotesi, è il Tribunale di Sorveglianza a verificare se le condizioni di salute psichica sono incongruenti con una diagnosi di pericolosità sociale attuale. Da tenere presente l’importante distinzione stabilita dalla Suprema Corte (Cass. I, 20/9/96 n. 8996) tra pericolosità sociale e pericolosità sul piano psichiatrico, risultante cioé dalle relazioni peritali. Il giudice deve valutare la prima utilizzando i parametri previsti dall’art. 133 del c.p.

La misura può essere disposta, in via provvisoria e cautelare, dal giudice dell’esecuzione.

A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 324 del 24/07/98 il ricovero in OPG non si applica ai minorenni.

Gli OPG sono istituti ai quali vengono assegnati:

  • gli internati prosciolti per infermità mentale (art. 89 e segg. c.p.) sottoposti al ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario (art. 222 c.p.);

  • detenuti assegnati alla casa di cura e custodia previo accertamento della pericolosità sociale (art. 219 c.p.);

  • persone sottoposte alla misura di sicurezza provvisoria in OPG (art. 206 c.p.);

  • detenuti minorati psichici (art. 111 D.P.R. 230/2000 - nuovo regolamento di esecuzione dell’ordinamento penitenziario);

  • detenuti imputati soggetti a custodia preventiva sottoposti a perizia psichiatrica (art. 318 c.p.p.);

  • internati con infermità mentale sopravvenuta per i quali sia stato ordinato l’internamento in ospedale psichiatrico giudiziario o in casa di cura e custodia (art. 212 c.p.);

  • detenuti condannati con sopravvenuta infermità di mente (art. 148 c.p.);

  • detenuti cui deve essere accertata l’infermità psichica, qualora non sia possibile sottoporli ad osservazione presso l’Istituto Penitenziario in cui si trovano od in altro istituto della medesima categoria (art. 112 c.2 D.P.R. 230/2000 – Nuovo regolamento di esecuzione dell’ordinamento penitenziario).

 

Verso il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari

 

I manicomi giudiziari nascono nel 1890, come reparti speciali di manicomi civili. Nel 1925 vengono istituite le 5 strutture speciali di Aversa, Napoli Sant'Eframo, Reggio Emilia, Montelupo Fiorentino e Barcellona Pozzo di Gotto. Successivamente viene aperto Castiglione delle Stiviere (che ospita anche l'unica sezione femminile).

Gli OPG, di fatto, ospitano gli autori di reato non imputabili, cioè incapaci di intendere e di volere al momento della commissione del reato, ma socialmente pericolosi. Per questi soggetti (noti come folli-rei) fino al 2003 era obbligatorio disporre il ricovero in OPG; la sentenza della Corte Costituzionale n. 253/2003 ha introdotto la possibilità di misure più rispettose delle esigenze di cura, tra cui la libertà vigilata in una struttura sanitaria, anche di tipo comunitario. Gli OPG hanno attraversato quasi indenni la storia sanitaria italiana e non sono stati toccati dalla riforma di Franco Basaglia (Legge n. 180/78).

Il DPCM del 01/04/2008 ha fissato il termine per il completamento del processo di superamento degli OPG al 1° febbraio 2013. La suddetta data era stata individuata in base all’art. 3 ter del D.L. n. 211/2011, convertito con modificazioni nella Legge n. 9/2012. 

Con D.M. del 1 ottobre 2012 si sono definiti i requisiti minimi delle strutture residenziali per le persone ricoverate negli OPG e assegnate a casa di cura e custodia.

Il decreto definiva il rispetto dei seguenti criteri:

  1. esclusiva gestione sanitaria all'interno delle strutture;

  2. attività perimetrale di sicurezza e di vigilanza esterna, ove necessario in relazione alle condizioni dei soggetti interessati, da svolgere nel limite delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente;

  3. destinazione delle strutture ai soggetti provenienti, di norma, dal territorio regionale di ubicazione delle medesime.

A decorrere dal 31 marzo 2013 le misure di sicurezza del ricovero in Ospedale Psichiatrico Giudiziario e dell'assegnazione a casa di cura e custodia dovevano essere eseguite esclusivamente all'interno di strutture sanitarie, fermo restando che le persone che avevano cessato di essere socialmente pericolose dovevano, senza indugio, essere dimesse e prese in carico, sul territorio, dai Dipartimenti di salute mentale.

Recentemente il Parlamento ha prorogato con il D.L. n. 24 del 25/03/13 (convertito, con modificazioni, nella L. n. 57 del 23/05/13), la chiusura degli OPG al 1 aprile 2014, con la primaria giustificazione che le Regioni non sono ancora pronte a realizzare la Riforma.  

Viaggio negli OPG d'Italia

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