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Poliabuso

Il poliabuso è l'uso concomitante di più sostanze da parte di uno stesso individuo. Il suo fenomeno è in costante crescita in tutto il mondo. Gli studi neurobiologici degli ultimi anni hanno attribuito alla componente genetica un ruolo determinante per lo sviluppo ed il mantenimento della tossicodipendenza e dell'alcolismo. A tale proposito è interessante evidenziare come le componenti genetiche siano estremamente importanti, soprattutto nello sviluppo e nel mantenimento dell'alcolismo e del poliabuso. Studi compiuti sui gemelli hanno, infatti, determinato una correlazione positiva con la componente genetica per alcolismo (0.5-0.6) e per il poliabuso (0.4-0.8). In particolare, gli studi di neurobiologia hanno permesso di definire che la componente genetica è responsabile dei meccanismi che portano alla progressione dello sviluppo di forme di dipendenza. La scelta dell'uso della sostanza dipende, invece, della disponibilità delle stesse. Un interessante studio condotto sui gemelli ha, infatti, dimostrato che l'ambiente, più che i geni, è importante per la determinazione della scelta della sostanza da consumare. Altri recenti studi di neurobiologia hanno permesso di capire come i fattori ambientali possono favorire l'espressione di determinati geni (come ad es. i clock genes). In particoalre, alcuni studi hanno dimostrato che determinati fattori ambientali, o l'uso di alcune sostanze, possono favorire la trascrizione di clock genes (come i Per1 e i Per 2), capaci di favorire lo sviluppo dei meccanismi neuorobiologici che portano alla dipendenza.  In questo contesto, i fattori genetici, insieme a quelli ambientali, possono determinare lo sviluppo del poliabuso.

Sulla base della classificazione di Cloniger si possono distinguere i poliabusatori di tipo A e B.

Il poliabusatore di “tipo A”, ha una età di esordio di consumo più o meno tardiva, è spesso dipendente dalle sostanze e ha un pattern d’uso piuttosto definito. Nel poliabusatore di “tipo A” l’assunzione di due o più sostanze è in grado di attivare potentemente il sistema della gratificazione (cioè la trasmissione dopaminergica nel sistema meso-limbico corticale). 

Il poliabusatore di “tipo B”, ha una età di esordio di consumo più precoce, spesso non è dipendente da alcuna sostanza e ha un pattern d’uso non definito. 

A parte quanto sopra detto, dal punto di vista neurobiologico sia il consumatore di “tipo A” che quello di “tipo B”, presenterebbero, però, oltre che delle differenze, anche dei denominatori comuni che sono: la potente attivazione dell’asse dello stress e del sistema della gratificazione.

In altre parole, se da una parte la neurobiologia del poliabuso appare essere ancora del tutto indefinita, vi sono chiari elementi che fanno supporre che i poliabusatori si possono dividere in tipologie diverse  con caratteristiche cliniche e neurobiologiche differenti. 

 

Le caratteristiche cliniche dei poliabusatori

 

Per poliabuso si definisce l’uso concomitante di due o più sostanze da parte di un individuo con modalità e pattern d’uso del tutto variabili e che non necessariamente possono implicare lo sviluppo di uno stato di dipendenza. In altri termini, il poliabuso è caratterizzato dall’uso concomitante, o piuttosto ravvicinato, di varie classi di sostanze senza che il soggetto, nella maggior parte dei casi, ne divenga dipendente. In particolare, in base al pattern d’uso possiamo distinguere tre tipologie di policonsumatori:

1. i soggetti che non sono dipendenti da alcuna sostanza;

2. coloro che sono dipendenti da una classe di sostanze ma non da una altra;  

3. coloro che sono dipendenti da varie classe di sostanze.

I soggetti che non sono dipendenti da alcuna sostanza non presentano, alla sospensione dell'uso, una sindrome astinenziale, sebbene possano presentare: ansia, disturbi dell’umore o insonnia.

I soggetti che sono dipendenti da una classe di sostanze ma non da una altra presentano, a seguito dell'interruzione dell'uso, una sindrome astinenziale che farà riferimento alla sostanza per cui sono dipendenti (la sostanza primaria) ma non per l'altra o le altre (le sostanze secondarie).

I soggetti che sono dipendenti da varie classi di sostanze presentano, alla sospensione dell'uso, una sindrome astinenziale complessa, che è la risultante dell'associazione delle diverse sindromi d'astinenza indotte da più sostanze. Questa categoria di policonsumatori è peraltro associata ad un elevato rischio di insorgenza di gravi stati di intossicazione o di overdose.

In genere i policonsumatori utilizzano una o più sostanze per le seguenti ragioni:

1. per aumentare gli effetti di una sostanza attraverso l’utilizzo di una altra (es. l’uso di benzodiazepine per potenziare gli effetti dell’alcol);

2. per ridurre gli effetti di una determinata sostanza (es. l’uso di amfetamine per ridurre gli effetti sedativi dell’alcol);

3. come sostituito della sostanza preferita ma non disponibile (es. l’uso di benzodiazepine o di alcol quando l’eroina non è più presente);

4. per adeguarsi o conformarsi ad una pressione sociale del gruppo (es. l’uso di alcol e cannabis può essere ritenuto un comportamento nella norma in alcune circostante in specifici gruppi di giovani);

5. per ridurre gli effetti sgradevoli di una sostanza diversa (es. l’uso di benzodiazepine per contrastare l’insonnia provocata dall’uso di cocaina);

6. per automedicare l’astinenza dovuta ad una sostanza (es. utilizzare le benzodiazepine o l’alcol per contrastare gli effetti della cocaina).

Dal punto di vista farmacologico le interazioni farmacologiche nei policonsumatori, a seguito delle sostanze consumate, sono prevalentemente di tre tipi:

1. additive; 2. antagoniste; 3. sinergiche.

Le interazioni additive si verificano quando le sostanze hanno effetti simili fra loro e l’effetto finale è la somma delle azioni che avrebbero le singole sostanze (es. associazione alcol e marijuana); le interazioni antagoniste si verificano quanto gli effetti di una sostanza annullano l’altra (es. associazione alcol e cocaina, che di fatto neutralizza gli effetti dell’alcol in quando la produzione di coca-etilene potenzia gli effetti psicostimolanti che si sarebbero avuti con l’assunzione della sola cocaina); le interazioni sinergiche avvengono quando una sostanza è in grado di aumentare gli effetti di una altra (es. associazione fra alcol e benzodiazepine o oppiacei e benzodiazepine).

 

Il trattamento

 

Senza entrare nel dettaglio del trattamento del poliabuso, e soprattutto delle specifiche associazioni d’uso delle sostanze, è utile sottolineare che qualsiasi tipo di intervento rivolto a questa categoria di consumatori deve essere primariamente improntato alla minimizzazione del rischio. Un altro principio essenziale è che gli interventi devono essere brevi e precoci. E’ opportuno, inoltre, ricordare che solo pochi policonsumatori considerano problematico il loro consumo di sostanze e che, perciò, un approccio motivazionale è spesso propedeutico a qualsiasi altro intervento. 

 

 

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