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Ecstasy

L’ecstasy è una sostanza con una elevata tossicità dalle proprietà psicostimolanti e psicadeliche (produce cioè delle profonde distorsioni del senso del tempo e dello spazio con alterazioni delle percezioni visive, uditive e tattili). L’ecstasy è conosciuta anche come MDMA, un acronimo del nome chimico della sostanza: la 3,4-metildiossimetamfetamina. L’ecstasy viene assunta per via orale prevalentemente dai giovani in determinati contesti come discoteche o particolari feste (denominate rave parties). Una compressa di ecstasy contiene mediamente circa 60-120 mg del principio attivo MDMA ed i suoi effetti possono perdurare anche per 3-6 ore.

 

Il potenziale d’abuso e gli effetti

 

L’ecstasy è una sostanza con un elevato potenziale di tossicità in grado di alterare la trasmissione neuronale e causare una degenerazione irreversibile di alcune cellule del cervello. L’ecstasy è in grado di produrre una serie di effetti fra cui i più temuti sono gli effetti psicostimolanti ed euforizzanti, insieme al rapido ed intenso incremento della temperatura corporea. L’ecstasy è in grado di aumentare i livelli cerebrali di serotonina e di noradrenalina. L’eccessivo aumento dei due neurotrasmettitori è in grado di causare forte eccitazione, euforia ed un incremento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Spesso le pastiglie di ecstasy contengono al loro interno, oltre al principio attivo MDMA, tutta una serie di altri tossici. L’ecstasy viene spesso assunta dai giovani insieme ad altre sostanze fra cui l’alcol e la marijuana, amplificandone gli effetti.

L’ecstasy sta diventando particolarmente popolare fra i giovani poichè essa è in grado di indurre una sensazione artificiale di benessere che facilita la disinibizione e la socialità. Le proprietà psicostimolanti della molecola vengono, inoltre, sfruttate in determinati contesti come per es. nelle discoteche per permettere di ballare senza stancarsi, anche per lunghi periodi di tempo. Non di rado, a seguito dell'assunzione di ecstasy, possono comparire una serie di effetti indesiderati che si dividono a breve e medio-lungo termine. Gli effetti a breve termine includono: ansia, agitazione, irrequietezza, disidratazione, ipertermia (aumento della temperatura corporea). Accanto alle azioni a breve termine possono comparire degli effetti avversi che sono: nausea, sensazione di freddo, sudorazione profusa, mascelle serrate (per contrazione dei muscoli della bocca) e visione offuscata. Gli effetti a medio-lungo termine più temibili sono quelli cognitivi che sono dovuti alla degenerazione dei neuroni serotoninergici come conseguenza dell'uso della sostanza. L’uso di ecstasy dopo alcune ore può seriamente alterare le capacità di attenzione, di concentrazione, di memoria e motorie, ed è per questo causa di molti incidenti automobilistici. Gli effetti a lungo termine consistono in gravi disturbi psicologici e comportamentali come: ansia, agitazione, irrequietezza, aumento dell’impulsività e dell’aggressività, perdita dell’appetito e riduzione degli interessi verso le normali ed abituali attività quotidiane.

L’overdose da ecstasy è un evento pericolosissimo che può portare a morte. Essa è caratterizzata da: ipertensione, sensazione di svenimento, attacchi di panico e in casi severi convulsioni e perdita di coscienza. Uno dei maggiori pericoli legati all’assunzione eccessiva della sostanza è il forte aumento della temperatura corporea. Poiché l’ecstasy è un forte psicostimolante la sua assunzione è accompagnata da una esagerata attività fisica, anche per lunghi periodi di tempo, che può portare a forte disidratazione con gravi squilibri elettrochimici ed un aumento della temperatura corporea (ipertermia), tale da causare eventi particolarmente gravi per la salute come la radmiolisi (distruzione del tessuto muscolare), insufficienza renale, perdita di coscienza, coma e morte. In caso di overdose bisogna immediatamente chiamare i soccorsi e cercare di ridurre la temperatura corporea spogliando il soggetto e praticando sul corpo delle spugnature di acqua fredda.

L’uso di ecstasy può portare a dipendenza. Uno studio condotto su giovani consumatori ha dimostrato che il 43% di essi presenta una forte dipendenza verso la sostanza e il 34% di essi sviluppa una sindrome astinenziale una volta che l’assunzione della sostanza viene interrotta. L’astinenza indotta da ecstasy è rappresentata da: sensazione di fatica, perdita di appetito, depressione e difficoltà a concentrarsi.

 

Il trattamento

 

Non esistono delle strategie terapeutiche farmacologiche in grado di contrastare l’uso di ecstasy nei giovani. Nel caso dell’abuso di ecstasy il miglior trattamento è la prevenzione! Come per altre forme di dipendenze gli interventi di tipo cognitivo-comportamentale possono essere capaci di diminuire la forza degli stimoli legati all’uso e di modificare, nelle persone, le aspettative legate agli effetti della sostanza.

Contatti

felnava@tin.it

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