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Allucinogeni

Le sostanze allucinogene sono una classe di composti, così definiti, per le loro proprietà di causare nella persona profonde distorsioni del senso della realtà. L’individuo che è sotto gli effetti degli allucinogeni può essere capace di vedere persone e/o oggetti che non esistono così come di udire dei suoni inesistenti. Gli allucinogeni possono produrre, inoltre, forti cambiamenti del tono dell’umore. Molti allucinogeni determinano i loro effetti agendo sulla serotonina, un neurotrasmettitore capace di regolare il comportamento, il tono dell’umore, la sessualità, il senso della fame e la percezione degli stimoli.

Gli allucinogeni sono spesso composti derivati da sostanze vegetali e sono da sempre state adoperate dall’uomo, in determinati contesti e da diverse culture, per scopi mistici e religiosi.

Le sostanze che si possono definire allucinogene sono molte. Fra esse le più abusate sono la dietilamide dell’acido lisergicomeglio noto come LSD, la fenciclidina (PCP), il destrometorfano e la ketamina. Altre sostanze allucinogene il cui uso è meno diffuso sono la mescalina e la psilocibina, che sono contenute in specie particolari di funghi e la ibogaina, una sostanza ottenuta dalla radice di una pianta che cresce prevalentemente nell’Africa Orientale.

L'LSD fu una sostanza particolarmente abusata sul finire degli anni ’60 quando negli Stati Uniti si diffuse, fra i giovani, la cosiddetta “cultura psicadelica”. LSD può essere considerato l’allucinogeno per antonomasia. La PCP e la ketamina sono due molecole che inizialmente furono sviluppate dall’industria farmaceutica per essere adoperate come anestetici. Esse sono in grado di produrre una sorta di dissociazione da sé stessi e dall’ambiente. Recentemente una particolare sostanza, il destrometorfano, un prodotto contenuto in molti sciroppi per sopprimere la tosse, si è dimostrata in grado di produrre, se assunta ad elevate dosi, degli effetti simili alla PCP e alla ketamina. Le sostanze dissociative come la PCP e la ketamina agiscono prevalentemente alterando la trasmissione del glutammato, il più importante neurotrasmettitore eccitatorio presente nel cervello e che è coinvolto nella percezione degli stimoli, del dolore e del controllo dei meccanismi della memoria.

 

Il potenziale d'abuso e gli effetti

 

L'LSD è il più importante allucinogeno. Esso è una sostanza bianca o chiara, senza odore, solubile in acqua che viene sintetizzata dall’acido lisergico, un composto ottenuto da un particolare fungo. LSD viene spesso venduto clandestinamente come sostanza contenuta sul retro dei francobolli o piccoli pezzetti di cartoncino (definiti “cartoni”). La sostanza è potentissima: bastano 30 microgrammi per procurare effetti che durano anche per 6-12 h. Sebbene il potenziale d’abuso dell’LSD, così come degli altri allucinogeni, è limitato, gli effetti psicoattivi di tipo allucinatorio (cioè di alterazione del senso della realtà) sono molto intensi. Gli effetti dell'LSD in genere compaiono dopo circa 30-90 minuti dalla sua ingestione e possono perdurare fino a 12 h. Gli episodi allucinatori e dissociativi sono in grado di procurare delle alterazioni della realtà molto intense e nel contempo molto sgradevoli (i cosiddetti bad trips) che possono portare la persona anche alla morte. Questa avviene spesso per comportamenti suicidari inconsapevoli. Comune è, infatti, la defenestrazione sotto gli effetti della sostanza in quanto la persona si crede di essere un “uccello” o di “poter volare”. LSD è in grado di determinare anche importanti effetti fisiologici come l’incremento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, vertigine, perdita dell’appetito, secchezza delle fauci, sudorazione, nausea, torpore, tremori, alterazione dell’umore con oscillazioni rapide che vanno dalla paura all’euforia. LSD causa, come già accennato, gravi alterazioni della percezione degli stimoli: i colori, i suoni, gli odori sono percepiti più intensamente e spesso si ha il cosiddetto fenomeno della sinestesia, cioè alla persona sembra di udire o sentire i colori e/o di vedere i suoni. Sotto gli effetti dell’LSD il soggetto si percepisce differentemente, i suoi movimenti sono alterati o quanto meno percepiti come tali. L’uso di LSD porta rapidamente a sviluppare tolleranza con necessità di incrementare rapidamente le dosi. La tolleranza all’LSD è anche crociata verso altre sostanze allucinogene, come la psilocibina e la mescalina. La tolleranza tende a scomparire dopo circa una settimana di astinenza. Non si è mai dimostrato che LSD procuri astinenza. Fra gli effetti a lungo termine, indotti dall’LSD, vi sono i cosiddetti “flashback” e gli episodi psicotici. I “flashback” sono episodi spontanei e ripetuti di alterazioni della percezione della realtà che consistono più comunemente nella visione alterata di colori o oggetti. Questa condizione può essere persistente e perdurare anche per anni dopo che l’uso è stato interrotto. Gli episodi psicotici indotti o conseguenti all’uso di LSD possono essere frequenti. Gli episodi psicotici associati all’uso di LSD consistono in: distorsione e disorganizzazione della realtà e del pensiero. In alcuni consumatori cronici LSD può determinare degli episodi simili a stati psicotici con alterazioni rapide del tono dell’umore con mania alternata a depressione ed alterazione della percezione degli stimoli.

La PCP è stata sviluppata negli anni ’50 come anestetico. Produce degli effetti cosiddetti “dissociativi” per cui la persona ha la sensazione di essere fuori dal proprio corpo e dall’ambiente che lo circonda. La PCP è una polvere che viene spesso fumata in associazione alla marijuana o al tabacco. Essa viene anche spesso assunta per via orale sotto forma di compresse. In alcuni altri casi viene inalata. La PCP agisce come antagonista del glutammato, il più importante neurotrasmettitore eccitatorio, e questo spiega i suoi effetti dissociativi, distruttivi dei processi cognitivi e antidolorifici. La PCP è anche in grado di aumentare i livelli cerebrali di dopamina che spiegano gli effetti gratificanti della sostanza. Le azioni della PCP sono strettamente legate alla sua dose. A basse dosi (5 mg o meno) sono presenti: respiro corto e frequente, incremento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca e della temperatura corporea. Dosi maggiori di 10 mg causano inoltre: nausea, vomito, vertigini e ridotta percezione al dolore. Possono essere presenti gravi contrazioni muscolari con movimenti incoordinati e bizzarri. L’assunzione di alte dosi di PCP può causare insufficienza renale, convulsioni, ipertermia e morte. In molti casi l’uso di PCP, che da alcuni viene adoperata anche per le sue presunte proprietà afrodisiache, può favorire atti violenti e suicidari. Alcuni recenti studi hanno dimostrato che l’uso ripetuto di PCP può causare dipendenza, così come astinenza. Nei consumatori cronici di PCP i  deficit di attenzione e di memoria possono persistere anche per anni.

La ketamina è un anestetico utilizzato in veterinaria. E’ in forma liquida e viene utilizzato come sostanza d’abuso dopo che è stata vaporizzata ed ottenuta una polvere bianca. La ketamina ha effetti simili alla PCP ma è meno potente e ha effetti più brevi. Poiché la ketamina è inodore ed incolore può essere aggiunta nelle bevande e per questo è stata utilizzata per stordire le donne con lo scopo di commettere degli stupri.

Il destrometorfano è un ingrediente di molti sciroppi utilizzati per sopprimere la tosse. Come la PCP e la ketamina agisce come un antagonista del glutammato. Gli sciroppi per la tosse in genere contengono 3 mg di destrometorfano per 3 ml di sciroppo. Solo 240 mg o più di destrometorfano sono in grado di produrre degli effetti dissociativi. Se presenti, questi in genere durano per circa 6 h.

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